FELIS CATUS – Answers To Human Hypocrisy

Gruppo:Felis Catus
Titolo:Answers To Human Hypocrisy
Anno:2011
Ristampa:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Southern Hell Records
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TRACKLIST

  1. Babylon Returns
  2. Apocatastasis
  3. Bohémien Bizarre
  4. Through The Centuries
  5. Commemoration
  6. Ophis (Felix Culpa)
  7. Somewhere
  8. Wine And Roses
  9. Jakob Lorber
  10. Night Gaunts
  11. Cupio Dissolvi
  12. La Bàs
  13. Ruins Of Shining Grace [traccia bonus]
DURATA:54:35

È inutile nascondere che il mio interesse per la ristampa di Answers To Human Hypocrisy sia stato risvegliato principalmente dall’accoppiata gatti e icone sacre indemoniate. Gatti, perché la one man band siciliana Felis Catus prende il nome proprio dai nostri cari felini domestici, da sempre animali portatori di molteplici significati tra divinità e stregoneria. Icone sacre indemoniate, perché, beh, non capita tutti i giorni di trovarsi in copertina un’opera tardo gotica come San Pietro martire esorcizza una statua della Madonna attribuita al pittore veneto Antonio Vivarini. Andiamo, però, con ordine.

Felis Catus nasce nel 2010 dalla mente del musicista catanese Francesco Cucinotta (tra gli altri, anche in Malauriu e Sinoath), particolarmente attento ai risvolti ambient e occulti della sperimentazione in campo black metal, passando anche su Aristocrazia Webzine con Transition nel 2013, disco che si avventurava in territori atmosferici, psichedelici e ambient (e non metal). Attraverso la neonata Southern Hell Records si crea l’occasione per recuperare il lavoro precedente Answers To Human Hypocrisy, datato 2011 e qui ristampato con una veste grafica che ci permette di apprezzare meglio l’improbabile dipinto di copertina (sull’origine del quale resta tutt’oggi un alone di mistero).

Qui Cucinotta esplora un vasto ventaglio di influenze, dal black metal occulto all’italiana (“Commemoration”) alle voci effettate accoppiate a un’andatura delle percussioni quasi industrial (come in “Through The Centuries”), senza dimenticare il connubio con un certo modo di intendere l’elettronica (un po’ alla Tangerine Dream). Si fa largo uso di campionamenti parlati e di effetti di ogni tipo, fino addirittura a sfiorare il blues con il basso di “Jakob Lorber”, prima di chiudere il disco con il marasma sonoro che ci trascina verso la fine in “La Bàs”. Rispetto all’edizione 2011, è stata aggiunta la traccia bonus “Ruins Of Shining Grace”, che a sua volta è in bilico tra metal, elettronica e quant’altro. In generale, siamo alle prese con un’opera molto meno coesa e strutturata di Transition; in Answers… probabilmente Cucinotta aveva cercato di mostrare tutte le possibili facce del progetto Felis Catus, perdendo però un po’ in consistenza e impatto complessivo. D’altronde, si sa, i gatti fanno fatica a mantenere l’attenzione costante su una singola azione.

Al di là della ristampa in sé, la notizia principale è che Cucinotta è tornato in azione ed è in procinto di pubblicare il suo nuovo lavoro, South Of The Saints, in cui si è fatto accompagnare da collaboratori esterni come Melinda Pearl Dew e Alessandro Riva. Stando alle premesse e a ciò che si è intravisto fino a questo momento, il gatto potrebbe avere finalmente trovato la propria strada tra i piani dell’esistenza.

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