LACITTÀDOLENTE - Salespeople

LACITTÀDOLENTE – Salespeople

Gruppo:LACITTÀDOLENTE
Titolo:Salespeople
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Fresh Outbreak Records / Hidden Beauty Records / Mother Ship / Shove Records / Toten Schwan Records / Violence In The Veins
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TRACKLIST

  1. You Are All
  2. Corrupt
  3. Sleazy
  4. Exploiting
  5. Profiteering
  6. Venal
  7. Salespeople
DURATA:26:49

Per la nostra modesta esperienza geografica, LACITTÀDOLENTE italiana non poteva essere che Milano. Del quartetto, in effetti, un membro soltanto risiede nella località meneghina mentre gli altri tre se ne stanno dislocati altrove (Roma, Pescara, Londra). Specchio di una realtà eterogenea, complessa e frammentaria che è banale riferire al mondo contemporaneo, ma da cui inevitabilmente non si può sfuggire per approcciare Salespeople, la più recente fatica sonora dei Nostri.

Il disco, anticipato dal singolo Venal, fa seguito a un EP del 2018 e affila l’accetta hardcore con cui LACITTÀDOLENTE si conquista brutalmente il suo spazio nel nostro panorama estremo. Va subito messo in chiaro che piazzarsi Salespeople nelle orecchie di questi tempi lascia un po’ l’amaro in bocca: l’ascoltatore preferirebbe senza dubbio essere spettatore dei sette pezzi dal vivo, data la furia con cui i quattro si scatenano. Il primo genere che spunta sul Bandcamp del gruppo è il mathcore, che è di certo ben presente nelle frequenti dissonanze e nelle strutture frammentarie che cavalcano i brani, ma che mi permetto di ritenere soggiogato al più classico hardcore metal: LACITTÀDOLENTE, tant’è, non fa mistero di aggrapparsi alle influenze colossali di Botch e Converge, a cui personalmente affiancherei due intramontabili come All Pigs Must Die e Nails.

Come intuirà chi è avvezzo ai nomi citati, le tracce, la cui durata oscilla tra il breve e l’intermedio, sono caratterizzate da sonorità grezze e ben curate (no, non è un ossimoro) e da arrangiamenti frammentari, che catalizzano riff potenti nella loro armoniosa disorganicità (no, non è un ossimoro). I testi, incomprensibili sia a causa degli scream furibondi che a livello grafico sul digipak minimale, paiono ossessive ripetizioni. Tutto converge (pun intended) proprio al centro de LACITTÀDOLENTE, topos per eccellenza di alienazione e frenesia: aspettiamo di vederla imbrattare su un palco, dove la vera anima di questi signori può spadroneggiare.

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