Siculicidium - Az Alámerülés Lárvái

SICULICIDIUM – Az Alámerülés Lárvái

Gruppo:Siculicidium
Titolo:Az Alámerülés Lárvái
Anno:2020
Provenienza:Romania
Etichetta:Sun & Moon Records
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram
TRACKLIST

  1. Elővigyázatosság [Alertness]
  2. A Kút Kávája [The Ledge Of The Well]
  3. Elidegenedés – Tagadás [Alienation – Denial]
  4. Alvilági Szárnyalás [Tartarean Wing]
  5. Leírhatatlan Gonoszságok [Indescribable Evilness]
  6. Lárvabőr [Larval Skin]
  7. Az Alámerülés [The Submergence]
DURATA:44:15

La Transilvania, la terra oltre le foreste, suscita il mio interesse sotto diversi punti di vista. Da un lato le suggestioni letterarie tratteggiate dalla penna di Bram Stoker che, con il suo Dracula, l’ha resa landa di vampiri per antonomasia. Dall’altro un’identità culturale nettamente distinta dal resto della Romania, frutto di vicende storiche che hanno visto la regione legata per secoli alla vicina Ungheria. Il lascito più tangibile di questo passato è la presenza di una nutrita minoranza di lingua magiara, particolarmente numerosa nelle aree del Székelyföld, la Terra dei Siculi. I Siculicidium, il cui moniker deriva da un massacro di civili Siculi perpetrato dall’esercito asburgico nel 1764, provengono proprio da tale zona.

Az Alámerülés Lárvái, uscito nell’autunno dell’anno appena trascorso per la conterranea Sun & Moon Records, segna il ritorno della band sulla piena lunghezza, a ben sette anni di distanza dall’uscita del precedente Hosszú Út Az Örökkévalóságba; una lunga pausa interrotta soltanto dall’uscita di una manciata di EP e ristampe. Il titolo dell’album può essere tradotto grossomodo come le larve dell’immersione, dove l’immersione altro non è che un allucinato viaggio infernale nel Tartaro, filo conduttore che lega tra di loro i vari brani. Az Alámerülés Lárvái è infatti un concept album ispirato al pensiero del filosofo tradizionalista ungherese Hamvas Béla, alla letteratura esoterica medievale, ma anche a Murakami Haruki, scrittore famoso per le atmosfere oniriche e spesso surreali dei suoi romanzi. I testi sono interamente in lingua ungherese e solamente in tale lingua compaiono nel booklet che accompagna il digipak. Provando a tradurli in un impeto di masochismo, ho dovuto dare ragione al gruppo che in una recente intervista ha ammesso che in fase di traduzione l’intera struttura del racconto si dissolve in un insieme incoerente di parole.

Quello proposto dai Siculicidium è un black metal minimale, scevro da tecnicismi e virtuosismi di sorta, ed estremamente lineare nel suo essere ancorato a ritmi mid-tempo, che sono un po’ il tratto distintivo del duo transilvano. Az Alámerülés Lárvái appare però diverso dai lavori precedenti, fin troppo uniformi e scarni. Il disco, coerentemente con il contenuto dei suoi testi, è avvolto da un’atmosfera carica di oscurità, sostenuta da inserti di tastiera e organo che non fungono più da semplice accompagnamento, ma diventano parte integrante della narrazione. Ne è un esempio “Lárvabőr [Larval Skin]”, brano in cui il ripetersi della stessa sequenza di note in apertura e in conclusione sembra trasmettere un senso di circolarità. Anche l’uso diffuso di sezioni melodiche, pur poggiando su riff relativamente semplici, contribuisce ad arricchire e a sottolineare passaggi particolarmente carichi di pathos e risulta assai efficace in episodi come “A Kút Kávája [The Ledge Of The Well]” e “Alvilági Szárnyalás [Tartarean Wing]”.

Pur ponendosi su un livello superiore rispetto ai suoi predecessori, Az Alámerülés Lárvái ne ripropone, almeno in parte, le stesse criticità. L'(ab)uso di mid-tempo, l’assenza di variazioni di ritmo e una batteria tutto sommato monotona tendono a togliere mordente anche a pezzi che presi singolarmente sembrano funzionare bene. Se ciò potrebbe essere meno evidente in un EP, in un album di oltre quaranta minuti finisce col diventare un difetto pesante come un macigno. Non tutto è da buttare, anzi, ma dopo sette anni sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più.

Facebook Comments