Danza Macabra a Lubiana: Zmyrna, Vígljós e altri
Dall’assolata e affollata Lignano Sabbiadoro con degli ormai titani come gli Amon Amarth al black metal underground in locali autogestiti a Lubiana il passo è brevissimo. L’ennesima incursione in territorio sloveno è stata catalizzata questa volta dal Mrtvaški Ples (Danza Macabra in sloveno), evento dal ricco programma: tanta curiosità per i Vígljós, secondi in scaletta in un imperdibile appuntamento che ha visto in apertura i giovanissimi Prater e in seguito i padroni di casa Srd e Teufel, per chiudere con il black medievale degli Zmyrna, per un bill dall’insolita abbondanza di consonanti.
Il luogo del misfatto è il sempre ottimo Metelkova, quartiere artistico e punta di diamante della scena locale, covo di locali tematici con una proposta di eventi sempre ben nutrita. Dopo aver visto Emma Ruth Rundle al Gala Hala e il death tombale di Into Coffin e Assumption al Klub Gromka, questa è la volta del Menza Pri Koritu ed è sempre bello vedere come quasi ogni concerto sia pieno di gente: frutto sicuramente di politiche che aiutano a mantenere in ottima salute posti di aggregazione come questo, ma probabilmente anche di una mentalità ben diversa da quella italiana che porta a partecipare a prescindere da cosa propone la locandina della serata.

I Prater aprono la serata puntualissimi, con l’entusiasmo e un sano atteggiamento ancora un po’ ingessato di chi non dimostra neanche vent’anni. A giudicare da quel poco che si trova online, il quintetto di Zagabria ha pubblicato il primissimo singolo appena sette mesi fa e propone un death metal assolutamente convincente e graziato da suoni ottimi fin da subito. Menzione particolare al cantante che riesce a tirare fuori un growl che ti aspetteresti da qualcuno con una stazza decisamente maggiore.

Quando l’instancabile G.E.F. aveva scritto dei Vígljós in una puntata di Extrema Ratio, la reazione era stata di ilarità e curiosità al tempo stesso. Tome I: Apidæ ha effettivamente convinto e dimostrato che questi apicoltori medievali non sono soltanto immagine e quindi la curiosità è aumentata ulteriormente una volta venuto a conoscenza di questa data di Luca Piazzalonga e soci.
Un soundcheck letteralmente in mutande o quasi, per poi uscire e tornare sul palco in tunica e volto coperto da cerchi di vimini. Formazione essenziale tanto quanto per un concerto estremamente zanzaroso (con tanto di ronzio di api in impianto tra una canzone e l’altra), con l’infotografabile Luca che urla e si dimena compensando l’immobilità dei suoi soci, senza farci mancare momenti più solenni come quando agita un incensiere a forma di ape sulle prime file. Forse una fonte di intrattenimento più di quanto loro stessi non vogliano esserlo, ma decisamente validi anche dal vivo.

Se finora il pubblico — comunque già abbastanza nutrito — si è trovato di fronte a due novità, tra una band giovanissima e un’altra nuova e decisamente peculiare, con i Srd il discorso cambia decisamente. Nati come one man band del frontman Goran Slekovec, che si è occupato in solitaria del debutto Smrti Sel, adesso ci troviamo di fronte a un quintetto con base proprio a Lubiana e con una fanbase fedele, a giudicare dal quantitativo di maglie che si vedono in giro.
Quello degli sloveni è un black metal obiettivamente ben fatto (anche se a tratti un po’ generico), aiutato da una presenza scenica coinvolgente nonostante i cinque dovessero dividersi un palco piuttosto striminzito. I pezzi dall’ultimo Vragvmesiton si mescolano senza soluzione di continuità a quelli di Ognja Prerok e all’unico estratto dal già citato debutto, i Srd tengono il pubblico in pugno senza problemi e portano a casa probabilmente l’esibizione più partecipata della serata a livello di coinvolgimento.

Coloro che non conoscevano Teufel — al secolo Etienne Chelleri — devono aver pensato a qualche gruppo grind vista la durata prevista del suo set di appena venti minuti. Tutt’altro: l’artista di Izola (comune sloveno sul litorale carsico, poco dopo Trieste) si esibisce al Metelkova con uno spettacolo molto atmosferico, su coordinate dark ambient fatte di percussioni, fiati e declamazioni. L’opera portata in scena da Teufel è Temniški Oder, raccolta uscita lo scorso anno: tanta teatralità per un’esibizione che si addice molto bene all’intimità del locale, peccato che diverse persone abbiano approfittato per prendere una boccata d’aria fresca fuori, dando la sensazione di trovarsi più di fronte a un intermezzo tra i Srd e gli headliner.

Con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia si arriva finalmente al clou di questa serata, ben oltre l’una di notte. Candelabri in posizione, abiti medievali indossati e gli Zmyrna arrivano sul palco sulle note di un canto ortodosso: come su disco, l’impatto è ottimo se non ancora più chiaro nel contrasto tra il profondissimo e riverberato growl di H e la voce pulita di M, così come il tasso di ripetitività dei riff, che porta i pezzi del gruppo ceco-slovacco a essere quasi delle litanie ma in salsa decisamente black metal.
La discografia è veramente esigua (il nostro M1 ha scritto dell’EP omonimo, cui hanno fatto seguito appena due split) ma sufficiente per quest’ultima oretta di concerto, in cui i quattro incappucciati ricreano atmosfere rituali e medievaleggianti, senza eccedere nella frenesia e mantenendosi su tempi medi e toni solenni. Un ottimo modo per chiudere la serata su ritmi più pacati per poi rimettersi sulla via di casa, decisamente soddisfatti.




















