Ancient Wisdom - A Celebration In Honor Of Death

ANCIENT WISDOM – A Celebration In Honor Of Death

Gruppo:Ancient Wisdom
Titolo:A Celebration In Honor Of Death
Anno:2021
Provenienza:Svezia
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Haec Est Mors Secunda
  2. Breaking The Circle Of Life
  3. Architect Of Death – Laudamus Te
  4. The Coronation
  5. Those Who Do Not Exist
  6. And God Saw
  7. Towards Your Destruction
DURATA:50:58

Dopo il discone degli Escumergamënt un’altra infornata di Svezia da parte di Avantgarde Music, che nel 2021 tira fuori dal cilindro il quinto album targato Ancient Wisdom in quasi trent’anni di attività. Uno dei primi nomi a finire nel roster dell’etichetta nostrana, la creatura di Marcus E. Norman (qui Vargher) non si faceva sentire dal 2004, quindi lecito aspettarsi qualcosa di grosso e cattivo da questo A Celebration In Honor Of Death.

Posso cominciare sottolineando che il songwriting di Vargher, che negli ultimi anni si è dedicato soprattutto all’attività coi Naglfar, non è invecchiato di un giorno ma nemmeno si è evoluto particolarmente. Il black metal melodico di cui è fatto questo nuovo album è simile in tutto e per tutto a quello che possiamo ascoltare nel suo predecessore Cometh Doom, Cometh Death. A fare la differenza è la qualità tecnica complessiva con cui è stato assemblato A Celebration In Honor Of Death: bei suoni, begli arrangiamenti, un lavoro ai sintetizzatori e alla console davvero notevole che restituisce tutta la magniloquenza del caso a pezzi come l’introduttiva “Haec Est Mors Secunda”.

Ancient Wisdom si scrolla di dosso parecchia della polvere del passato, dunque, regalando una veste più sfarzosa agli inni che dedica alla morte. Le linee melodiche di “Breaking The Circle Of Life” e soprattutto di “Architect Of Death – Laudamus Te” sono proprio quelle che ci aspetteremmo dal repertorio di Norman: pianoforte cimiteriale, tocchi di campane, fulmini che squarciano il cielo e lo aprono per glorificare la fine dell’esistenza terrena. “The Coronation” è quasi perfetta, ma l’ossessività del testo e il timbro grezzo di Norman fanno un po’ a pugni con l’atmosfera generale del disco; mentre “Those Who Do Not Exist” e “And God Saw” testimoniano le grandi capacità dello svedese alle tastiere e soprattutto alla programmazione della batteria. Per chi non lo sapesse, Norman è lo stesso che si è occupato della drum machine sui primi lavori di Vintersorg, fino a Ödemarkens Son per intenderci.

Con A Celebration In Honor Of Death Ancient Wisdom fa un gradito ritorno in scena, e ci omaggia con la colonna sonora perfetta per le nostre scampagnate al cimitero. Qualche neo c’è, ma il culto vince.

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