THE HOWLING VOID – Bleak And Everlasting

Gruppo:The Howling Void
Titolo:Bleak And Everlasting
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Bleak And Everlasting
  2. The Lonely Road To Nothingness
  3. All The World Is A Grave
  4. The Silence At The End Of Time
DURATA:42:57

The Howling Void è un progetto del quale Aristocrazia ha avuto modo di trattare fin dai suoi esordi, constatando l’evoluzione musicale di Ryan Wilson, artista americano dai tratti certamente peculiari. Attivo in svariati progetti che spaziano dal death al dungeon synth, il poliedrico professore texano (autore anche del libro Rock The Suck) ha deciso di perseguire il plumbeo sentiero del funeral doom con questa incarnazione. Il compito di celebrare un’esperienza ormai decennale è affidato al settimo album in studio, Bleak And Everlasting, che rappresenta per molti versi un ritorno alle origini. Dimenticate le venature folk che hanno caratterizzato l’ep Runa o The Triumph Of Ruin, in questa sede il rimando è piuttosto al debutto Megaliths Of The Abyss o al successivo Shadows Over The Cosmos.

L’opprimente lentezza, tratto distintivo del genere, viene esaltata da riff monolitici e asfissianti sui quali il profondo growl di Ryan si impone, protagonista come il rombo dei tuoni durante un violento temporale. A enfatizzare la componente atmosferica è invece l’uso di tastiera e sintetizzatori, che contribuiscono ad avvolgere l’ascoltatore sotto una pesante coltre di nebbia. Aperture melodiche e sezioni inaspettatamente eteree sono poi un tratto che da sempre contraddistingue le composizioni del polistrumentista di San Antonio; un lungo e distensivo respiro prima dell’inesorabile ricaduta negli abissi più profondi.

Quattro canzoni dal minutaggio elevato nelle quali luci e ombre si alternano e completano a vicenda, ponendo l’ascoltatore su una continua giostra emozionale. Tenuto in considerazione il genere trattato, la proposta di The Howling Void risulta inaspettatamente fruibile anche da un pubblico non specialistico, grazie alla giusta dose di melodia che aiuta a smussarne i tratti più ostici. Se utilizzare il termine orecchiabile sarebbe quantomeno azzardato, innegabile è tuttavia la facilità con la quale i singoli episodi riescano a imprimersi nella mente, senza mai scadere in soluzioni dozzinali o semplicistiche.

Come detto in apertura, scorrendo la discografia che ha preceduto Bleak And Everlasting, l’inversione di marcia è evidente fin dal primo ascolto. Per quanto possa sembrare una strada comoda da intraprendere, il ritorno allo stile caratteristico degli esordi si è dimostrato una mossa indovinata e ulteriore prova che è questo il terreno sul quale Ryan si trova maggiormente a proprio agio. Un funeral doom dai lineamenti forse più canonici, ma che l’autore texano riesce a reinterpretare secondo la propria chiave di lettura, inserendo spunti e suggestioni che rendono la settima prova in studio di The Howling Void degna di essere assaporata con la giusta dose di tempo e dedizione.

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