O.D.R.A / PARH – Split

Gruppo:O.D.R.A / Parh
Titolo:Split
Anno:2019
Provenienza:Polonia
Etichetta:Mythrone Promotion / Defense Records
Contatti:O.D.R.A.: Facebook  Bandcamp

Parh: Facebook  Bandcamp

TRACKLIST

    1. O.D.R.A. – Ghetto WUWA
    2. O.D.R.A. – Seria 1305
    3. O.D.R.A. – Agenda System
    4. O.D.R.A. – Trzonoliniowiec
    5. Parh – Flies
    6. Parh – Damnation
    7. Parh – We Are
    8. Parh – Epileptic Creations
    9. Parh – Bobby L.
    10. Parh – Violent Time
    11. Parh – Control
DURATA:35:13

Continua il nostro melmoso viaggio attraverso il catalogo della Defense Records che, anche in quest’occasione, ha collaborato con la Mythrone Promotion. Dopo i brasiliani Extinction Remains e i finlandesi Black Rock, l’etichetta polacca ci porta proprio alla scoperta di due nomi emergenti della scena sludge locale nello Split di O.D.R.A. e Parh. La copertina, dallo stile molto rozzo, ci accoglie con la massima più o meno in latino «mors malum non estsola ius aequum generis humani»: la morte non è il male, è la sola legge equa per il genere umano. Ottime premesse.

I primi quattro pezzi sono affidati al quartetto originario di Wrocław, che non va assolutamente per il sottile. Le sofferenti (e incomprensibili) urla di Tomasz Osiński ci guidano in una pesantissima palude fatta di riff spessissimi e per lo più lenti, sversati dalla chitarra di Andrzej Walochnik. Non c’è grande varietà sonora nell’orizzonte degli O.D.R.A., ma solo dolore e un’inesorabile pesantezza, un aspetto sottolineato anche dai martellanti ritmi scanditi dal basso di Jędrzej Wroński e dalla batteria di Kamil Ziółkowski. A due anni di distanza dall’ultimo disco V, insomma, la band continua a fare ciò che sa fare meglio: piallare quanto si trova davanti a suon di sludge.

L’introduzione “Flies” è letteralmente la registrazione di un ronzio di mosche, un ottimo messaggio di benvenuto nella seconda parte della nostra palude, quella amministrata dai Parh. Il quintetto di Płock ha una carriera più breve di quella dei colleghi di split, eppure si è dimostrato decisamente a proprio agio nel dispensare badilate e odio a partire da “Damnation”. Nei suoi brani spuntano varie accelerazioni e qualche omaggio anche ad altre aree del metal, in particolare per quanto riguarda le chitarre di Robert Passon e Krzysztof Bednarski.

Come ormai si sarà capito, questo Split non è un crogiolo di sperimentazione, tecnica o atmosfera, mentre può essere una maniera interessante di scoprire un po’ del marciume sonoro che si nasconde in Polonia oltre la solita coltre di death metal.

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