Sotto Assedio: Brutal Assault 2026 – Ep. II
Ci abbiamo preso gusto: dopo una frequenza abbastanza assidua a metà anni ’10 e una pausa lunga quasi un decennio, l’anno scorso siamo tornati al Brutal Assault e in questo 2026 bisseremo l’esperienza in quel di Jaroměř, in Cechia, ai piedi della Fortezza Josefov. Ventinove edizioni, un bill già adesso molto corposo e interessante nonostante gli annunci ci abbiano messo un po’ a carburare, ma come spesso accade è il clima generale che fa del Brutal uno dei festival più interessanti e piacevoli a cui partecipare.
Un secondo approfondimento sui gruppi che calcheranno i suoi palchi per la prima volta è necessario, con nomi caratterizzati da sonorità più soft: A.A. Williams, fin dall’inizio della sua carriera sotto i nostri radar, il prog-gothic rock degli Antimatter di Mick Moss, l’electro pop tinto di folk nordico della faroese Eivør e una delle reunion più promettenti degli ultimi tempi, ovvero i 3rd And The Mortal in formazione originale che sul finire del 2025 si sono esibiti per la prima volta dopo oltre vent’anni di stop.

A.A. Williams è una figura nota ormai da un po’ sulle nostre pagine, dai tempi in cui il folgorante EP di debutto aveva catturato l’attenzione di diverse persone in redazione. In questi sette anni il curriculum della cantautrice britannica si è arricchito con due album (Forever Blue e As The Moon Rests), una collaborazione con i Mono, una raccolta di cover realizzate in casa durante il lockdown e arco, una rivisitazione del primo EP con un nuovo arrangiamento d’archi. Il terzo LP, Solstice, è in arrivo a inizio giugno e tre singoli sono già in circolazione.
La parabola artistica di Williams ha visto un graduale passaggio da uno stile molto essenziale a uno a tratti più magniloquente, forse perdendo un pochino di personalità dove la parte strumentale si fa più intensa (ma questa è un’opinione personale). La voce calda e la neanche tanto occasionale presenza di pianoforte e violoncello mettono sul piatto un carico emotivo non da poco, in un calderone che amalgama post-rock, doom e folk in senso lato con una dose abbondantissima di malinconia. Dopo averla vista insieme ai Cult Of Luna prima che si scatenasse la pandemia, non c’è dubbio che i palchi di Jaroměř siano nelle sue corde così come i club più intimi.

Leggere degli Antimatter per la prima volta nel bill del Brutal Assault è un colpo al cuore. La creatura di Mick Moss, negli anni, è passata più volte su queste pagine e avendone seguito da vicino l’evoluzione, tra ascolti su disco e dal vivo, non può che farci piacere ritrovarla in Cechia. Le aspettative sono alte e non solo per chi scrive. Tutt’altro che sorprendentemente, infatti, il progetto britannico ha le carte in regola per farsi apprezzare dal pubblico della fortezza, fan di lunga data e nuovi avventori.
Come recita la loro introduzione sul sito del festival, gli Antimatter sono la destinazione perfetta per chi cerca un attimo di silenzio introspettivo fra le mura della fortezza di Josefov. Parole durissime, quanto giustissime. Ormai diventati un’entità a sé stante, dopo essere nati per volontà di Mick Moss e dell’ex-Anathema Duncan Patterson, i Nostri incarnano quanto di più dark ci possa essere nel rock. Distorsioni durissime, clean scure e ossessive, tastiere, riverberi, atmosfere e quella maledetta voce baritonale del buon Mick, lì, pronta a menarci con badilate di malinconia e vibrati. Sicuramente tra le novità non strettamente metal del festival che non ci perderemo.

Eivør, all’anagrafe Eivør Pálsdóttir, è sicuramente una delle artiste più atipiche nel programma di quest’anno. Proveniente dalle remote isole Fær Øer, la notorietà acquisita negli ultimi anni tra chi ascolta metal — grazie soprattutto alla vicinanza con gruppi folk come Wardruna e Heilung, ma anche ai suoi contributi al mondo videoludico sulla colonna sonora di God Of War del 2018 — è soltanto l’ultima parte di una carriera iniziata ufficiosamente in precoce età, con le prime esibizioni trasmesse in TV ad appena tredici anni. Oggi è a quota dieci album, che spaziano liberamente dal pop più sofisticato al folk nordico appunto, dal jazz dei primi tempi all’elettronica.
Il punto di forza maggiore di Eivør è la capacità di rimodellare un genere estremamente legato alla tradizione dandogli però una veste decisamente moderna e per nulla fuori posto, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla sua voce potente e versatile che si spinge fino al kulning e al throat singing. Per farvi un’idea ancora migliore, vi rimandiamo al report di Elisunn che la vide in quel di Helsinki nell’ormai lontano 2017.

C’è poco altro da fare se non saltare in piedi alla vista del nome dei The 3rd And The Mortal nel bill di questa edizione del fest ceco. Non conoscere la formazione norvegese non costituisce reato — anche se per noi un po’ sì. L’impatto del gruppo sulla scena musicale internazionale, però, dovrebbe aiutare a comprenderne la portata. «Ci sono gruppi che riempiono gli stadi e band che ispirano queste stelle. I 3rd And The Mortal fanno parte di questa seconda, più esclusiva categoria», scrivono quelli del Brutal sul loro sito, annunciando la prima volta dei titani del metal atmosferico sul palco della fortezza di Josefov.
«Molto prima che il mondo finisse sotto l’influenza dei The Gathering o dei Nightwish (lo stesso Tuomas Holopainen li cita come una sua grande influenza), loro erano già attivi con il loro seminale debutto “Tears Laid In Earth”». Ma c’è anche altro che forse potrebbe — e dovrebbe — catturare l’attenzione di chi ci legge. Alla voce dei 3rd And The Mortal c’è lei, Kari Rueslåtten, che nel ’95 aveva tirato fuori dal cilindro Nordavind, primo album degli Storm realizzato insieme a Fenriz e Satyr. Alla batteria, l’ormai ventennale componente dei Manes, Rune Hoemsnes. Un nome, una promessa, quello dei The 3rd And The Mortal, che nell’anno del trentennale di Painting On Glass (primo album dopo il cambio di voce) delizieranno il pubblico del fest ceco con il loro personalissimo mix di oscurità, atmosfere e sperimentazione. Una performance sinceramente imperdibile.
I nomi annunciati finora in rigoroso ordine alfabetico sono 200 Stab Wounds, A.A. Williams, Alcest, Allt, Amenra, Amorphis, Angelus Apatrida, Animals As Leaders, Antimatter, Armored Saint, Arthur Brown, Aura Noir, Baest, Batushka, Blackbraid, Bleed From Within, Body Count, Bölzer, Borknagar, Carpathian Forest, Carpenter Brut, Castle Rat, Chelsea Grin, Clawfinger, Conjurer, Coroner, Corrosion Of Conformity, Coven, Cradle Of Filth, Crippling Alcoholism, Cryptopsy, Deafheaven, Death Angel, Deceased, Deicide, Demolition Hammer, Der Weg Einer Freiheit, Deserted Fear, Devourment, Die Krupps, Draconian, Dusk, Eivør, Elder, Fallujah, Fit For An Autopsy, Front Line Assembly, Fu Manchu, Grave, Guild Trip, H2O, Health, Heavy//Hitter, Ill Niño, Illdisposed, Imminence, Immolation, Insomnium, Internal Bleeding, Iotunn, Katatonia, Kim Dracula, Kittie, KMFDM, Kylesa, Left To Die, Marduk, Master Boot Record, Metal Church, Misþyrming & Nergal, Monstrosity, Mordloch, Mortal Sin, Municipal Waste, Nevermore, Novembers Doom, Old Man’s Child, Onslaught, Paleface Swiss, Peelingflesh, Periphery, Perturbator, Primus, Protest The Hero, Psychonaut, Ratos De Porão, Revocation, Rise Of The Northstar, Sacred Reich, Sadistic Intent, Samael, Sanguisugabogg, Saor, Septicflesh, Signs Of The Swarm, Slift, Slope, Sněť, Sólstafir, Terror, The 3rd And The Mortal, The Castualties, The Ghost Inside, The Laws Playing Sarcofago, The Ruins Of Beverast, The Sisters Of Mercy, Thy Art Is Murder, Thy Catafalque, Tormentor, Triptykon, Unearth, Vader, Vended, Vio-Lence, Vulvodynia, Waltari, Wardruna, Witch Club Satan, Wormed e Wyatt E.

