Pillole Di Male #23: Hak-Ed Damm, Fourth Monarchy, Hyngwar | Aristocrazia Webzine

Pillole Di Male #23: Hak-Ed Damm, Fourth Monarchy, Hyngwar

Quando parliamo di musica cerchiamo di farlo nel modo più approfondito ed efficace possibile, sviscerando aspetti salienti quali i contenuti dei testi ma evitando le sterili sbrodolate di un’analisi traccia per traccia forzata. Per questa ragione avere fra le mani il disco fisico è una necessità oltre che una gratificazione: studiare il libretto, verificare la qualità audio del supporto, ammirare la copertina. Talvolta però non è possibile ricevere il materiale promozionale o acquistare il cd/vinile/musicassetta in prima persona per una serie di motivi economici o logistici: perché magari prodotto in numeri limitatissimi (anche oltreoceano), troppo costoso, oppure già esaurito o ancora in attesa di essere stampato. In tutti questi casi solitamente avremmo alzato le mani, nonostante la qualità delle opere ascoltate, e ci saremmo dedicati ad altro, privando però i lettori di una occasione di conoscenza, seppur parziale. Fino a oggi. Perché la rubrica Pillole Di Male arriva per colmare questa lacuna: non vere e proprie recensioni, piuttosto dei consigli per gli ascolti in pastiglie… ma senza effetti collaterali! Un modo per stuzzicare il vostro appetito musicale e condividere quanto ci ha appassionato fra le uscite underground più recenti.

La ventitreesima somministrazione di Pillole Di Male è a base di black metal e racchiude l’esoterismo colto e old school dei Fourth Monarchy, i suoni raw ed eroici di Hyngwar e la furia iconoclasta degli Hak-Ed Damm.


Fourth Monarchy – Nocturnal Odes Of A Wandering Spirit

(Autoprodotto, 2 marzo 2023)

Nocturnal Odes Of A Wandering Spirit interrompe un silenzio durato quasi sedici anni per i veneti Fourth Monarchy, formazione i cui musicisti erano già stati apprezzati da queste parti con altri progetti quali Dolcinian e Foret d’Orient. La novità più grande del nuovo capitolo riguarda l’ingresso alla voce di Fearbringer al posto di Count David de L’Ordre Du Temple.

Nonostante il tempo passato dall’esordio Ampholochia (2007), Lohengrin e soci si confermano abili artefici di un black metal devoto alla tradizione nei suoni e nell’approccio, arricchito da un forte carattere melodico e da un’impronta sinfonica. Le atmosfere che si respirano nel corso delle otto tracce si alternano fra oscurità, esoterismo, tocchi medievali e orientaleggianti, il tutto con una certa aura epica.

Al momento Nocturnal Odes Of A Wandering Spirit è stato pubblicato soltanto sulla pagina Bandcamp del gruppo. Nell’attesa di un’uscita in formato fisico, ti consiglio di non sottovalutare i Fourth Monarchy, una ventata di black metal old school incontaminato, autentico e interessante in un mare di plastica e ripetitività.


Hyngwar – Eternal Glory

(Autoprodotto, 2 marzo 2022)

Non accenna a placarsi il revival del filone raw e così eccomi qui con Hyngwar, l’ennesima misteriosa formazione dedita a un black metal battagliero ed epico. Questa volta si tratta di una one man band svedese al debutto, capitanata da Rgnr, che nel marzo dello scorso anno ha fatto uscire Eternal Glory, breve album composto da tre brani e poco più di mezz’ora di musica.

Il guerriero vichingo in copertina e titoli quali “The Gates Of Valhalla” o “Thunder Of Sword And Shield” sono piuttosto eloquenti dell’immaginario su cui si muove Rgnr, un mondo nel quale la morte in battaglia è la migliore possibile.

Sul fronte musicale, Eternal Glory suona grezzo ma abbastanza comprensibile e armonico, lontano dagli eccessi low-fi più estremi. Se nell’assalto dell’iniziale “The Gates Of Valhalla” viene enfatizzato il lato più glorioso di Hyngwar, “Thunder Of Sword And Shield” invece si rivela più cruda e furiosa (e un po’ Nargaroth), placandosi soltanto nella seconda parte minimale e atmosferica, prima che la lunghissima “Riding The Northern Wind” ci riporti a combattere faccia a faccia col nostro nemico. I diciassette minuti del pezzo conclusivo mostrano tutto il repertorio di Hyngwar: oltre al lato più fiero e alla reiterazione tipica dell’ambiente raw, riesce a rendersi più vivace e far scuotere la testa così come a incupirsi abbracciando un rallentamento doom.

Eternal Glory è stato pubblicato in cd da Hexencave Productions a maggio 2022, mentre il 9 giugno arriverà l’edizione in cassetta curata da Forbidden Keep Records.


Hak-Ed Damm – Destructio Purificalis

(Black Market Metal Label, 15 ottobre 2021)

I lettori più assidui di Aristocrazia forse ricorderanno gli Hak-Ed Damm, autentica macchina da guerra black metal forgiata in Québec autrice di un paio di dischi schiacciasassi quali Nekrowristfucked e Holocaust Over Dresden. Nel 2021 hanno pubblicato il loro terzo album, intitolato Destructio Purificalis, sempre all’insegna di morte, blasfemia e orrori assortiti.

L’episodio più recente della discografia del quintetto fa registrare due novità in formazione: l’ingresso del cantante Winterthrone e del bassista MöZR, già attivi nell’underground locale. Nonostante questi cambiamenti, la musica degli Hak-Ed Damm resta assassina, un brutale black metal da carneficina ideale per i fan di Panzer Division Marduk, Endstille, Infernal War e Minenwerfer. L’assalto orchestrato dai quebecchesi sfrutta le abilità tecniche dei musicisti, dalle mitragliate della batteria di Silencer al basso fretless che dona una certa personalità e fantasia al gruppo sin dagli esordi, passando per la cascata di riff della coppia Amok-Exu.

L’arrivo di Winterthrone ha comportato un passaggio di lingua dall’inglese al francese, mentre l’immaginario di copertina e titoli non rimanda più strettamente alla Seconda Guerra Mondiale, quanto ad apocalisse nucleare, caos e conflitti più generici. Una certa chiarezza nei suoni consente invece di rendere il black metal degli Hak-Ed Damm più cinico e preciso, perdendo forse qualcosa in termini di caoticità ma guadagnando in freddezza. I cinque sono comunque abili a comporre brani mai piatti, con la piccola dose di armonia e variazioni ideale per far scorrere il massacro senza intoppi: “Desert De Sang” per esempio rallenta i ritmi e strizza l’occhio agli Impaled Nazarene, “In Nomine Sanctae Mortis” utilizza una voce pulita evocativa.

Insomma Destructio Purificalis è l’ideale per chi mastica black metal, morte e distruzione a colazione, pranzo e cena. Oppure come spuntino a base di devastazione. Digeribilità garantita.